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Quando un negozio chiude, parte della merce rimane sugli scaffali, negli espositori o nel magazzino. Dispositivi elettronici, accessori e altri prodotti facilmente trasportabili richiedono una protezione che consideri sia gli accessi sia le aree in cui vengono conservati.
L’impianto di allarme rileva e segnala un’intrusione. Un sistema nebbiogeno integra questa funzione con un’azione all’interno dei locali.
Il nebbiogeno per negozi genera una fitta nebbia di sicurezza che riduce rapidamente la visibilità, rendendo più difficile individuare e raggiungere la merce. Si integra con l’impianto di allarme e si attiva nelle condizioni definite durante la configurazione.
Per scegliere una soluzione adeguata, occorre quindi partire da una domanda concreta: quali beni e quali zone del negozio devono essere protetti?
Quando si verificano le condizioni di attivazione previste, il dispositivo eroga nebbia nell’ambiente da proteggere. La riduzione della visibilità ostacola l’orientamento dell’intruso e l’individuazione dei prodotti presenti.
La progettazione deve considerare:
Per esempio, la presenza di un nebbiogeno nell’area vendita non permette di dare per scontata la protezione di un magazzino chiuso sul retro. Posizione, capacità di erogazione ed eventuale necessità di più dispositivi devono essere definite in base agli ambienti e ai beni presenti.
Allarme, nebbiogeno e collegamento alla Centrale Operativa svolgono funzioni complementari:
Il nebbiogeno aggiunge quindi una protezione attiva all’interno del negozio e va inserito in un sistema che comprenda anche rilevazione e gestione dell’allarme.
Un sistema nebbiogeno può essere preso in considerazione quando la merce rimane nei locali durante la chiusura e l’obiettivo è rendere più difficile individuarla e sottrarla in caso di intrusione.
La valutazione può riguardare, per esempio:
Sono situazioni da esaminare durante la valutazione tecnica, insieme alle protezioni degli accessi e all’impianto di allarme già presente.
Anche l’organizzazione dell’attività conta: orari di apertura, operazioni di pulizia, rifornimenti e accessi autorizzati fuori orario devono essere considerati nella definizione delle modalità di utilizzo del sistema.
La scelta parte dai beni da proteggere e dalla disposizione del negozio, per poi individuare il dispositivo e la configurazione adeguati.
La possibilità di integrazione deve essere verificata tecnicamente. Occorre controllare la compatibilità con l’impianto esistente e definire quali condizioni consentono l’erogazione della nebbia, tenendo conto anche dell’inserimento e del disinserimento dell’allarme.
Dipende dal volume e dalla disposizione degli ambienti. Porte, pareti e spazi separati possono limitare la diffusione della nebbia: la copertura del magazzino deve quindi essere verificata, senza dedurla dalla sola superficie complessiva del negozio.
L’assenza di residui va verificata nella documentazione del modello e nelle condizioni d’uso previste. Devono essere rispettate le indicazioni del produttore sul liquido impiegato, sulla quantità erogata e sull’aerazione dopo l’attivazione. Un’erogazione eccessiva può favorire la formazione di residui o condensa.
I tempi dipendono dal modello, dal volume da proteggere e dalla disposizione degli ambienti. Il dato di erogazione va quindi letto insieme alle caratteristiche del locale e dell’area da coprire.